Sconfiggere la Rassegnazione

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La rassegnazione è arresa, è rinuncia, è stare seduti con i pensieri che ruotano su se stessi con la consapevolezza che non c’è nulla da fare perché le cose stanno così e basta.

E’ una trappola, è una disposizione ad accogliere senza reagire eventi che appaiono inevitabili: soffrire con eroica sottomissione, con arrendevolezza e sopportazione.

 

Il passo più importante è riconoscere questo stato d’animo inutile e dannoso: dare un nome alle emozioni serve ad affrontarle e a superarle.

Esistono gli strumenti per uscire da questa palude che è la rassegnazione, è possibile superare ogni tipo di “paralisi emotiva” purché si sia disposti a fare un percorso interiore.

 

La soluzione sta nel riappropriarsi della fiducia in se stessi e nella vita, sta nella consapevolezza che ci sono eventi esterni a noi sui quali non possiamo influire mentre altri sono direttamente connessi alle nostre scelte.

 

Anche se può apparire più comodo adattarsi agli eventi, con tolleranza e pazienza, poi ci si scontra con la realtà e le possibilità che la vita ci offre ogni giorno. Si rinuncia alla corte di un uomo perché dopo l’ennesima delusione si pensa che sono solo fregature, si rinuncia a fare il primo passo per riconciliarsi con un amico: la rassegnazione ha questi sintomi.

 

Si tratta di scappatoie per la nostra coscienza, che ci allontanano dalla soluzione al problema, è una forma di sottomissione ad una vita che viviamo passivamente, come  se non ne facessimo parte.

 

La rassegnazione ci dà un riflesso distorto della realtà come uno specchio rotto: buttiamo questo specchio e impariamo a guardare la vita con occhi nuovi.

 

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